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11/02/2011


E' IL BAROLO IL VINO-SIMBOLO DELL'UNITA',SEGUITO DAL CHIANTI

Cosa hanno in comune Camillo Benso Conte di Cavour, Bettino Ricasoli e Giuseppe Garibaldi? Hanno fatto l'Italia unita 150 anni fa, certo. Ma erano anche uomini legati all'agricoltura (i primi due imprenditori agricoli, Garibaldi apicoltore a Caprera). Una passione anche nei confronti del vino (soprattutto di Cavour "inventore" del Barolo e di Bettino Ricasoli, "inventore" del Chianti Classico) da sempre prodotto principe della nostra agricoltura, e quindi, del nostro Paese.
  E per gli eno-appassionati l'Italia si unisce anche nel bicchiere: il Barolo e' il vino che piu' evoca l'Unita' del Paese (per il 55% del campione), seguito dal Chianti Classico (30%) e dal Marsala (13%). E tra i territori del vino che piu' la rappresentano, spicca in testa il Piemonte con Barolo e Langhe, indicato dal 42% degli eno-appassionati, e poi la Toscana con il Chianti Classico (28%) e quindi la Sicilia con Marsala (12%), ovvero i luoghi che hanno fatto da sfondo all'epopea unitaria e alle azioni di quei personaggi del Risorgimento. Ecco l'Unita' d'Italia degli eno-appassionati secondo il sondaggio di www.winenews.it, uno dei siti piu' cliccati dagli amanti del buon bere.
  Camillo Benso Conte di Cavour e' il personaggio storico piu' legato al vino, e in generale all'agricoltura, per il 60% degli eno-appassionati, seguito da Bettino Ricasoli (24%) e Giuseppe Garibaldi (14%). Il Conte piemontese, primo presidente del Consiglio dello Stato italiano, non fu soltanto un fine politico ma anche un imprenditore agricolo e si deve a lui l'idea del Barolo come vino di qualita', destinato ai mercati internazionali. Anche il toscano Ricasoli, immediato successore di Cavour e primo ministro per due volte, fu imprenditore agricolo e, come il suo collega piemontese, fu l'arteficie di uno dei piu' importanti vini italiani: il Chianti Classico. E poi Giuseppe Garibaldi, l'"Eroe dei due mondi", uomo d'azione e "contadino" nella sua azienda agricola sull'isola di Caprera, apicoltore per passione, che sbarcato a Marsala alla guida dei Mille ebbe modo di assaggiare il Marsala Superiore, quel vino dolce e liquoroso, che poco dopo, in suo onore, fu ribattezzato "Garibaldi Dolce". Tre uomini diversi ma uniti nell'amore e nella passione per l'agricoltura e, soprattutto nel caso di Cavour e Ricasoli, persuasi che i tempi fossero ormai maturi per l'abbandono di un'agricoltura improvvisata e pronti a scommettere che l'Italia unita sarebbe ritornata ai fasti dell'antica Enotria, producendo vini in grado di affrontare la concorrenza con quelli francesi.

fonte: AGI






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